Foglie di ulivo: rimedio della nonna

Rimedio della nonna, quante volte ne abbiamo sentito parlare. Fin dai tempi remoti le foglie di ulivo erano impiegate nell'antica medicina.
foglie di ulivo essiccate dentro una ciotola in porcellana antica con a fianco una teiera in porcellana antica per infuso

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Origini dell’ulivo

Rimedio della nonna: l’ulivo, anzi, le sue foglie. Cerchiamo di capire il perché.

Fin dai tempi più remoti l’Ulivo era considerata la pianta dominante su tutto il ricco e variegato patrimonio arboreo.

Nella Bibbia (Libro dei Giudici 9, 8-15), troviamo questo versetto “ Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere un re che regnasse su loro; e dissero all’ulivo: Regna tu su noi.

Ma l’ulivo rispose loro: Rinunzierei io al mio olio che Dio e gli uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al disopra degli alberi?”

Si dice che la pianta dell’ulivo sia comparsa per la prima volta probabilmente nell’Asia occidentale. Si diffuse successivamente in tutta l’area mediterranea, dove il suo culto fu consacrato da tutte le religioni.

Nell’antichità l’ulivo era simbolo trascendente di spiritualità e sacralità.

La pianta dell’ulivo nella Sacra Bibbia

L’ulivo era sinonimo di fertilità e rinascita, di resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre, simbolo di pace e valore.

Esso rappresentava nella mitologia, come nella religione, un elemento naturale di forza e di purificazione.

E’ ormai accertato che la coltivazione dell’ulivo ha origini ad almeno 6.000 anni fa: ne fanno fede racconti tradizionali, testi religiosi e rinvenimenti archeologici.

Sono circa 70 i versetti della Bibbia che citano l’ulivo, il più noto si trova nella Genesi, quando è narrato il diluvio e Noè lascia uscire dall’arca la colomba.

Questa torna la prima volta senza aver trovato dove posarsi, ma alla seconda  uscita dopo altri 7 giorni la vede tornare la sera recando  nel becco un ramoscello d’ulivo.

È il segno del riemergere delle terre fertili ospitali, ossia del perdono divino e della ritrovata pace tra Dio e gli uomini.(Genesi VIII,II).

Il versetto più indicativo è però di Ezechiele 47.12: “Sulle rive del Giordano crescono degli alberi che non perdono mai le foglie i cui frutti sono cibo e le foglie medicina”.

Una scrittura che indica chiaramente che gli straordinari principi attivi dell’ ”albero della vita” sono concentrati nelle sue foglie mentre i suoi frutti, le olive e l’olio, sono un ottimo alimento.

Per gli ebrei l’ulivo era uno dei doni più preziosi di Dio, simbolo stesso dell’Alleanza.

L’ulivo nella mitologia greca

Secondo il mito l’ulivo fu piantato per la prima volta in Attica, da Atena, sull’Acropoli di Atene.

Nella cultura ellenica gli ulivi erano considerati sacri alla dea, era proibito bruciarne il legno e pene severe erano comminate a chi li danneggiava.

Gli spartani, quando saccheggiarono Atene, risparmiarono gli ulivi temendo la vendetta divina.

Dall’ebraismo l’ulivo passò come simbolo di pace nella tradizione cristiana.

Innumerevoli episodi nell’Iliade e nell’Odissea del poeta Omero hanno come oggetto l’ulivo e l’olio d’oliva.

Il letto di Ulisse era ricavato da una grossa pianta di ulivo alla quale, tolta la chioma, fu data forma del letto, senza essere spiantata; Ulisse vi costruì attorno la casa.

Le clave e i bastoni dei ciclopi erano fatti con legno d’ulivo; anche il bastone, grande quanto l’albero di una nave, conficcato nell’occhio di Polifemo, era d’ulivo.

Ulisse e gli eroi

Ulisse venne cosparso e lavato con olio d’oliva.

Gli atleti vincitori delle Panatenee erano premiati con denaro, medaglie d’oro e olio di oliva ottenuto dagli olivi sacri ateniesi e contenuto in vasi riccamente ornati.

Anche nei giochi che si disputavano in onore di Zeus a Olimpia, gli atleti ricevevano anfore di olio.

I corpi degli atleti erano inoltre frizionati e massaggiati con olio di oliva. Il capo dei vincitori era ornato da una corona di rami d’ulivo.

I play-boy dell’epoca avevano sempre con sé un contenitore di olio profumato appeso al polso o alla cintura.

Presso gli Egiziani l’olio era usato per ungere i corpi e le teste dei defunti da mummificare.

Durante tali funzioni solo chi aveva capelli, viso e piedi spalmati di olio poteva avvicinarsi agli idoli, a loro volta purificati con balsami.

Le unzioni

Nella Bibbia sono citate unzioni di re, di principi, di altari e di oggetti liturgici.

La mirra offerta dai Magi in dono a Gesù, indicato come “l’unto del Signore”, altro non era che olio arricchito di aromi.

L’olio è ancor oggi utilizzato per i sacramenti: quello catecumenale per i battesimi, quello crismale per la cresima, quello unzionale per gli infermi gravi, e ve ne è anche uno per l’ordinazione sacerdotale.

“Se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo, sia di proprietà dello stato, sia di proprietà privata, sarà giudicato dal tribunale e se sarà riconosciuto colpevole verrà punito con la pena della morte.” ARISTOTELE, Costituzione degli Ateniesi.

L’olio d’oliva e le foglie di ulivo

Tutte le civiltà che si sono stabilizzate nell’habitat dell’ulivo, l’hanno utilizzato non solo come pianta alimentare, come fornitore di combustibile e per illuminazione, ma fondamentalmente come pianta medicinale.

L’olio d’oliva, oltre ad essere un noto medicamento, da sempre fu impiegato nelle preparazioni erboristiche e le foglie d’ulivo, in maniera minore, sono sempre state usate a scopo medicamentoso.

L’ulivo è presente nella storia della medicina e dell’erboristeria mediterranea da diversi millenni.

Possiamo quindi affermare che si tratta del classico rimedio della nonna per i nostri acciacchi.

Nella medicina greca classica l’olio d’oliva era impiegato per frizioni e massaggi e come veicolo per altri medicamenti (Penso, 1986).

Lo stesso avvenne nella medicina araba e poi in quella medioevale dei paesi mediterranei.

L’olivo, pianta dalle proprietà note fin dall’antichità

Le foglie d’ulivo erano usate da tutti i popoli mediterranei come astringente, tonico e febbrifugo (Benigni et al., 1963).

Verso la metà del secolo XVI un autore importante come Andrea  Mattioli fornisce abbondanti notizie sulle proprietà medicinali delle foglie dell’ulivo.

In particolare dell’ulivo selvatico dice, tra l’altro:” Le frondi, il succo e il loro decotto, si mette utilmente nei colliri, che si fanno per le corrosioni delle palpebre”.

Testimonianze dal passato

Qualche decennio più tardi (1585) un altro autore, Castore Durante, nel suo “Herbario Nuovo”, riprende l’argomento delle foglie d’ulivo, documentandone le proprietà e l’uso nei minimi particolari.

Nel testo si dice che: “Le foglie trite conferiscono al fuoco sacro, all’ulcere che vanno serpendo, il succo cavato dalle foglie pesto con aceto, vale à i carboncelli, alle cancrene.

Le foglie peste, et applicate con mele risolvono i tumori, levano le croste dalla pelle.

Le medesime masticate giovano alle ulcere della bocca, al medesimo vale la loro decottione e il succo, Il quale ristagna il sangue le superflue purgationi delle donne applicato.

Giova ancora alle nuvole de gl’occhi, all’ulcere, alle vecchie flussioni, onde si mette ne i collirii. Cavasi il succo pestando le foglie con vino ò acqua, seccato al sole se ne fan trocisci, ma è più valoroso quello che si cava con vino.

Il medesimo s’infonde utilmente nell’orecchie, che menano marcia ulcerate.”

L’importanza delle foglie di ulivo nell’antica medicina

Come si vede, Durante descrive una gamma piuttosto ampia di impieghi topici di preparati di foglie di olivo, a testimonianza dell’importanza che avevano nella medicina dell’epoca.

In seguito però, col passare del tempo, anche le foglie d’ulivo sono cadute sempre più in disuso, fino a rimanere confinate al campo della medicina e tradizione popolare.

Nella prima metà del secolo scorso, tuttavia, vi fu una ripresa d’interesse per il possibile uso terapeutico dei preparati erboristici ricavati dalle foglie di questo splendido albero.

L’interesse degli studiosi per l’olivo

ricercatrice in laboratorio che effettua studi scientifici

L’osservazione di alcuni rimedi popolari tradizionali ottenuti con le foglie d’ulivo stimolò l’interesse di diversi studiosi e ricercatori dell’area mediterranea, quali Mazet, Daniel-Brunete Oliviero in Francia, De Nunno in Italia, Stamatiadis in Grecia.

Ne scaturirono studi e sperimentazioni che nei tre decenni centrali del ‘900 aprirono un ricco filone di ricerche ed esperienze con le foglie d’ulivo.

Tali ricerche confermarono attendibilità scientifica al loro impiego nel trattamento dell’ipertensione (pressione alta).

L’albero dell’Ulivo è straordinariamente “divino”. Infatti, senza cure e pesticidi, ”vive millenni” ed ulivi centenari possono essere estirpati e trapiantati: ATTECCHIRANNO SEMPRE ED OVUNQUE.

Perché? Perché nelle sue linfe scorrono sostanze attive “uniche al mondo” che lo proteggono e lo mantengono vitale nel tempo. Molecole che la scienza sta studiando per offrirle al mondo (albero della vita).

Non ci sono altre piante con simili caratteristiche. L’Ulivo, questa portentosa pianta cardine della dieta mediterranea, è stato recentemente riscoperto e rivalutato in tutto il mondo.

Conoscevi le proprietà di questa pianta straordinaria?

Hai mai riscontrato i grandi benefici che le foglie d’ulivo portano al nostro organismo?

Scrivilo nei commenti qui sotto.

FEDERICO MASCHIETTO

FEDERICO MASCHIETTO

Sono un papà, uno sportivo, mi piace il cibo sano e adoro leggere libri cartacei perché non sono particolarmente amante delle letture digitali. Le mie letture preferite trattano di crescita personale ed il mio autore preferito è Dale Carnegie.

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